Due uomini viaggiano, uno in fronte all’altro, nella stessa carrozza del treno.


Uno tiene sulle gambe una scatola con dei fori sul coperchio.  Dopo un po’ di tempo passato in silenzio a fare congetture su cosa contenga la scatola, l’altro, divorato dalla curiosità, chiede:


“Mi scusi, ma non ho potuto fare a meno di notare la sua scatola. Cosa trasporta?” 
“Una mangusta”
“Una mangusta? E cosa se ne fa di una mangusta?”
“Vede, mia sorella è afflitta da sogni terribili in cui è minacciata da migliaia di serpenti. Le sto dunque portando questa mangusta per spaventarli.”


Il secondo uomo è perplesso.


“Ma quelli che sua sorella vede sono serpenti immaginari.”
“Infatti! Questa è una mangusta immaginaria”.

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Concept motion

UCCELLI DA GABBIA E DA VOLIERA

Si sa che le gabbie che ci trattengono sono per lo più mentali, interne, che il confine è un artificio, e in quanto tale esiste e non esiste, e funziona come la punteggiatura del mondo….

Siamo in un palazzo, in una comune cittadina, anonima, di provincia. Il palazzo ha cinque piani, mettiamo. Potrebbe averne quattro o otto ma questo non è importante. Le finestre sono tutte uguali, in ogni finestra vediamo una scena domestica, con una donna sempre diversa, ma sempre uguale: una signora un po’ pingue, con un vestito nero e i capelli chiusi in una crocchia, che esegue mansioni quotidiane.

Per prima cosa però vediamo gli uccelli, in un breve stormo, che sorvolano la città. Due di loro si posano sul davanzale di una finestra, e la donna li scaccia. Nella finestra di fianco una donna (la stessa ma diversa) sta stendendo la biancheria. In quella di fianco un’altra (la stessa) spazza per terra. E così in una serie di panoramiche verticali e orizzontali vediamo questo alveare pieno di api operose, prigioniere della loro gabbia. Il finale sarà a sorpresa…

Adesso abbiamo anche un sound designer, uno di cui mi fido, un amico di quelli che danno senso alla parola (che pare si riferisca all’amare senza interessi, indefinitamente): Bob.

http://bobmeanza.altervista.org/blog/

Poche balle e al lavoro Testaccia.